ITALIAN CITIES |
ITALIAN REGIONS |
|
OTHER COUNTRIES see all... |
Name: Reverendo Darkan
Contact: reverendodarkan@gmail.com
Nick Name: Reverendo Darkan
REVERENDO DARKAN
http://www.reverendodarkan.tk
La sottile linea di confine tra buio e luce,incubo e sogno,misticismo e tecnologia.
Artista eclettico e poliedrico,Reverendo Darkan ha avuto una sorta di folgorazione dalla pittura antica e dallo studio dei grandi del passato, scoprendo che questo genere di ricerca fornisce una grande varietà di spunti topologici e formali che egli sapientemente reinterpreta e rielabora in maniera rivoluzionaria con la tecnica del digitale.
Darkan riprende e rivisita artisti del calibro di Antonello da Messina( in Magdalen),Giorgione ,i fiamminghi e soprattutto Caravaggio (nella collezione “Aretès) poiché essi sono pittori dei quali ha ben compreso la sostanza agitata tipica dei periodi in mutazione.
E nonostante le epoche e i tempi diversi e lontani l’accostamento al nuovo con l’antico che opera Darkan trova una giustificazione in quanto anche questi artisti si trovavano ad operare in tempi di crisi e di passaggio, caratteristica questa tipica del XXI secolo, epoca in cui si muove,vive e lavora Darkan il quale resta saldamente legato all’antico ,ma con un forte senso tragico della contemporaneità.
Attraverso tutti i suoi lavori,da” Magdalen” fino ad arrivare all’ultima nata,la collezione “Aretès” è possibile esplorare il mondo dell’arte sotto vari aspetti: tecnica,pathos,misticismo,blasfemia,sociale. Tutte queste caratteristiche vengono sapientemente unite tra loro e danno vita ad uno spettacolo di forme ,colore e non colore,luci ed ombre,presenza e assenza,amore e morte che trascina lo spettatore ,lo fa entrare in una sorta di sogno cosciente nel quale ogni sorta di esperienza sensoriale è possibile.
Ma ,l’assoluta novità nell’opera di Darkan sta nell’ aver ripreso il “codice multiplo” sul quale si basava l’arte del passato e che molti artisti moderni e contemporanei hanno abbandonato.
Tutto ciò rende agevole e accessibile l’accostamento ai suoi lavori da parte dello spettatore il quale non è mai deluso da ciò che osserva.
Le sue opere ,infatti,presentano una molteplicità di livelli di lettura per cui anche il profano riesce a coglierne significati,intenzioni,messaggi.
Sono presenti spesso “racconti” di episodi tratti dalla vita sociale(“Stringiamoci a corte, siam pronti alla morte”,”Donna offesa dal premier” );”
c’è un ordine compositivo tratto dalle regole proporzionali dell’architettura (Collezione “”Aretès ,” Medea in veritas”, “Deposizione astrale”);
c’è un sistema coloristico tratto da osservazioni empiriche e dalle leggi del chiaroscuro (“La visione di un sogno”, “Nitrato Saints”);
c’è un simbolismo tratto dall’alchimia e dall’astronomia.(Collezione “Aretès” )
Il tutto si accosta ad un mutato atteggiamento dell’artista di fronte all’oggetto della sua ispirazione ,il referente. Infatti,Darkan ha ben compreso ,per una serie di cause socio-culturali e tecniche e per la diffusione dei nuovi mezzi di riproduzione digitale,prima tra tutte la fotografia, che vi è un forte legame tra il referente esterno e tra “simpatia simbolica”,quella che comunemente chiamiamo empatia.
Nelle sue opere vi è la netta volontà di distinguere l’artistico dall’estetico: l’estetico si identifica con il bello,con il piacere mentre l’artistico ,che si apprende attraverso l’esperienza culturale e la conoscenza,si identifica con l’espressivo.
Ed è questa un’altra novità presente nei lavori Darkan: l’aver distinto tra bellezza dell’arte che viene considerata non come un oggetto di piacere estetico ,ma come linguaggio espressivo .Ciò significa che egli è riuscito a rivoluzionare e spodestare i principali canoni della cultura artistica contemporanea.
Altra novità del lavoro che egli porta avanti è data dal simbolismo che ,mentre in alcuni autori contemporanei è quasi una costante talvolta programmata,quello nelle opere di Darkan è sempre variabile e mai banale.
Animato da spirito dadaista Darkan rifiuta qualsiasi tendenza della stessa o altre avanguardie contemporanee specie quelle costruttive e propositive .Alcuni suo lavori (“Stringiamoci a corte ,siam pronti alla morte”,”Baciami soldato”,”Donna offesa dal premier”)non sono solo un atto di accusa ,ma rappresentano anche una sorta di confessione dell’uomo contemporaneo che spesso resta inerme e d impotente e si aliena sempre più innanzi ad una tragica situazione generale.
Se in Marx l’alienazione è l’estraniamento dell’individuo dalla sua esistenza sociale, con l’avvento della società dello spettacolo ,cioè il capitalismo del III millennio basato sulla” merce immagine”,la scissione coinvolge il vissuto e la sua rappresentazione e nello stesso tempo l’attore è separato dallo spettatore.
Nell’opera di Darkan il vissuto predomina sulla sua mera rappresentazione ,l’essere sull’apparire,la socialità sulla merce. Il rovesciamento di prospettiva che egli opera ,concetto ideato dal filosofo belga Vaneigem,è cosa difficile, ma l’artista riesce, anche negando l’arte, a trasformarla in vissuto.(Stringiamoci a corte…)
E ancora una volta è chiaro il riferimento ai dadaisti poiché è lampante nelle opere di Darkan lo sforzo nel costruire una critica all’estetica borghese che si commuta in una rivolta nei confronti del sistema capitalistico. Il concetto di scandalo , oltre che un tentativo di rivolta nei confronti dell’arte “borghese”, è un modo chiaro ed eloquente di assumersi responsabilità politiche.
Liberare l’uomo (in questo caso soprattutto la donna) da un sistema repressivo non può che cominciare da una consapevole presa di coscienza di sé e la novità ulteriore nelle opere di Darkan sta nella commistione tra realtà e sogno, tra desiderio e vissuto che ha il fine di avvicinarsi al sociale tramite la forza della soggettività .
E di qui l’inquietante efficacia dei suoi lavori che non mascherano nemmeno una sorta di psicologia “irritata” conturbata in alcuni tratti dal sesso e da note di sadismo che egli “ spreme” sul lavoro come un acido corrosivo(Diavolessa) ed è per questo motivo che le sue opere possono sembrare ,ad alcuni, buie,crude,mordenti
A tutti questi aspetti se ne aggiunge un altro decisivo per un giudizio favorevole:nonostante le premesse teoriche il tentativo di dar vita ad un linguaggio sistematico e ai riferimenti tecnologici , ogni opera è concepita in maniera intuitiva.
Il codice è stato trovato dall’artista, ma ogni volta che nei suoi termini egli tenta di esprimere un messaggio il travaglio è evidente e sentito: dietro ogni particolare e dietro ogni cambio di posizione di un singolo elemento vi sono giornate intere di lavoro per far si che tutto sia ridimensionato in funzione di un equilibrio che egli intende perseguire.
Ogni suo lavoro contiene in sé oltre ad un grande impatto plastico e compositivo anche una misteriosa natura criptica ,segni magici,simboli tratti da cifrari alchemici.
E per alcuni la maggiore difficoltà che si incontra nel tentativo di avvicinare la propria coscienza ad un ‘opera di Darkan non è tanto la descrizione dei riferimenti simbolici quanto la descrizione delle sensazioni che i colori, le ombre,la disposizione degli oggetti e dei piani prospettici dovrebbero incutere nel nostro animo per rivelarci il significato intimo dell’opera.
Di fronte ai suoi lavori c’è una sorta di straniamento rispetto a ciò che ci circonda e in preda all’inquietudine e alla perdita di un chiaro sistema di riferimento è possibile valutare gli oggetti presenti sul palcoscenico del” lavoro” per quello che è,il loro vero significato e non per quello che ci ha rimandato la nostra cultura.